1) Ostenta in modo teatrale la montagna di borse, zainetti, trolley, valigie e passeggini che stai trascinando con l’unica mano libera - perché tu sei una mamma marsupiale e devi tenere la neonata sempre in braccio. Se sei credibile nell'emettere suoni come uff! uff! oppure pant! pant!, almeno un extracomunitario che si commuova e che si offra di raccogliere i vasetti di omogeneizzato che hai seminato per la stazione, lo trovi.
2) Mentre arranchi per il corridoio del treno e sai che devi attraversare sette carrozze per giungere al tuo posto, metti filosoficamente in conto che teste, gomiti, nasi e caviglie dei passeggeri verrano urtati in malo modo dai tuoi bagagli o dalle tue bambine. Non lasciare che gli sguardi di disapprovazione ti feriscano.
3) Se il treno è strapieno, usa la neonata come un rostro per farti largo tra la folla. A tale scopo, provvedi a che il suo pannolino non sia stato cambiato da molte ore e che sia perciò preceduta da un letale alone radioattivo.
4) Se senti montare dentro un certo risentimento perché i quattro posti a sedere sono distribuiti in cinque carrozze diverse - e questo perché tuo marito ha pensato bene di acquistare i biglietti all’ultimo momento - ricorda che è già qualcosa che siate finiti sullo stesso treno. Mostra dunque un volto sereno e rilassato, perché altrimenti Glenn se ne approfitta: le mogli ringhiose e rancorose sono le migliori alleate di Glenn.
5) Tu e la neonata siete finite da sole nell’ultima carrozza. Lei è tutta fresca e pimpante, perché le esalazioni del suo pannolino hanno prodotto un curioso effetto lisergico sul suo ancor giovane sistema nervoso. Ti aspettano tre ore di viaggio. Non disperare e guardati attorno con attenzione.
6) Stavolta sei stata fortunata! Anche le nonne viaggiano, e questa che si è seduta dietro di te ha tutta l’aria di non essere istriana. Ruota la neonata di 180° in modo che sia a favore di nonna viaggiatrice. Cambiale il pannolino mostrando tutta l’amorevole cura di cui sei capace e poi aspetta che le graziosissime lallazioni e le irresistibili pernacchiette della neonata facciano il loro effetto: quando la nonna sarà conquistata e morirà dalla voglia di prenderla in braccio per farla giocare, tu lanciagliela con prontezza e poi immergiti nella lettura di Vanity Fair o di altra rivista da viaggio.
7) Goditi la tua mezzora di beatitudine perché presto tuo marito verrà a vedere come state e rimarrà scioccato dalla facilità con cui sbologni la sua creatura a degli estranei, potenziali portatori sani di virus sub-sahariani. Ti toccherà fingere di nuovo di essere una madre amorevole, almeno finché tuo marito non avrà riguadagnato il suo posto.
8) Durante il viaggio, tuo marito è troppo preso a elaborare teorie e tattiche logistiche per potersi rendere effettivamente utile. È di vitale importanza ignorarlo il più possibile. Se non ci riesci, neutralizzalo dicendogli ogni tanto: che bella idea, caro! e poi fa’ esattamente il contrario.
Eccoli arrivati a destinazione. Roma, incredula, li accoglie fasciata nel suo vestito più bello.
Solal e Ariane, mano nella mano, si avviano verso un tramonto imperiale.
Dissolvenza.
- Ariane?
- Sì, Solal?
- Le bambine.
- Uhmpf. Sono qui dietro. Le ho lasciate fuori dall’inquadratura perché mi rovinavano il finale romantico.
- Dài. Inquadra anche loro. Vuoi forse fare piangere mia madre?
- E va bene. Bambineeeee! All in...
Tutti e cinque si avviano arrancando verso il tramonto imperiale, accompagnati dal cigolio del passeggino sgangherato.
Dissolvenza.
- Così è un finale patetico, Ariane.
- Ma più realistico, non trovi?